lunedì 31 gennaio 2011

Fur Gon Cin

Cari miei poliglotti lettori, temo di avere nuovamente bisogno del vostro prezioso aiuto. Perché ho la netta sensazione che la scritta che ho trovato l'altro giorno, e che potete vedere qua sotto (cliccandoci sopra se è troppo piccola, o facendovene una ragione se è troppo grande), dicevo, ho la sensazione che, seppure in maniera assai parziale e indiretta, quella scritta un minimo mi riguardi, ma purtroppo non so dire con esattezza a che titolo e in quale misura. E non è una sensazione piacevole, sapete? Come quando qualcuno parla di voi alle vostre spalle, havete presente? Non è bello, no? Sicché vi sarei grato se voleste offrirmi il vostro generoso e gratuito contributo nella decodifica di codesti esotici simboli.

 Ringraziando per l'attenzione, porgo cordiali saluti.

martedì 25 gennaio 2011

Del bello

Stavo pensando - capita sovente - a quella ragazza là. È la ragazza di un altro, come è ovvio e forse giusto che sia; e però ho avuto se non altro la fortuna di conoscerla, di vederla nelle 4 dimensioni (x, y, z, t), e mi sono reso conto subito, e lo confermo tuttora, che (prescindendo da ogni valutazione che non sia prettamente estetica) quella è senza dubbio la ragazza (e quindi la persona) più bella che abbia mai conosciuto. Dico "conosciuto" e non "visto" perché vederne, forse, ne ho viste di addirittura più belle; di sicuro però quelle le ho viste sempre solo nelle dimensioni (x, y) o al più (x, y, t), e quindi vai a sapere se esistono davvero, e se davvero sono così come le ritraggono e ce le presentano, o se è tutto un tarocco: questa invece, cavolo, è vera.
E - pensavo - probabilmente lo stesso vale anche per lei. Cioè, a occhio lei con ogni probabilità sarà anche la ragazza (e quindi la persona) più bella che lei stessa conosca. Ma - pensavo - chissà se se ne rende conto, e chissà come la vede. Chissà com'è, uscendo dalla doccia, guardarsi allo specchio e rendersi conto che con ogni probabilità non si vedrà mai (meglio: non si toccherà mai) un essere umano più bello di quello che si ha riflesso lì davanti a sé.
E pensavo che però poi, certo, la possibilità che non sia così c'è sempre, per me ma anche per lei. Che noi in effetti, com'è noto, diciamo che una cosa è bella solo perché non ne conosciamo di molto più belle. Anche per gli elementi della natura, un albero, un airone sopra il fiume, un tramonto, un particolare paesaggio: chissà, magari su qualche altro pianeta di qualche altra galassia ce ne sono di tali che i nostri, a confronto, ci fanno tutti la figura di parcheggi di centri commerciali la mattina di Natale. Ma non conoscendoli prendiamo come paragone un valore medio e riconosciamo che quelli si collocano sopra, e allora li definiamo belli, o di più. Chiaro.
E così per le creazioni dell'uomo: una macchina, una chiesa, una statua, un quadro, una poesia, una canzone.
Qua però il discorso si può anche ampliare, perché si può individuare con relativa facilità il creatore del cosiddetto capolavoro: ebbene, chissà se se n'è accorto. Chissà se, un attimo dopo aver finito di scrivere Imagine, o Stairway to Heaven, o Smells Like Teen Spirit (per dirne tre a caso), ci si rende conto subito di aver scritto quello che si è scritto, o se te lo deve dire qualcun altro. E soprattutto, chissà che cosa si prova nel rendersi conto che con ogni probabilità, per quanto ci si sforzi, per quanto si possano ancora buttar giù cose più che discrete, non si creerà mai niente di più bello di quello che si ha lì sotto gli occhi. Di certo questa sensazione, scrivendo questo post, non la sto provando. Chissà perché.

domenica 9 gennaio 2011

Outing

Normalmente, purtroppo, al mattino mi devo svegliare alquanto presto. Di conseguenza, purtroppo, alla sera devo andare a nanna ancora più presto. E così quasi sempre mi perdo lo spettacolo. Ma durante queste vacanze, queste che stanno per finire, potendomelo permettere, me lo sono gustato più di una volta, come ai vecchi tempi, quando magari arrivavo a sera con un sonno bestia, ma mi sforzavo di rimanere sveglio o quanto meno di tenere gli occhi aperti apposta per vederle. O comunque le aspettavo, fissavo la sveglia finché non arrivavano.
Avevo allora una sveglia di quelle digitali, comunissima, con le cifre delle ore e dei minuti composte da 7 lucine rosse a formare dei rettangoli tagliati a metà da una barretta orizzontale, avete presenti? Una sveglia anonima, bruttina, per quanto possa contare l'estetica con la luce spenta. Ma quanto la nobilitavano le 22:55! Osservatele meglio, stasera, sulla vostra sveglia con display a 7 segmenti, le 22:55. Con quei due puntini in mezzo, minimali, e ai lati quelle quattro volute voluttuose e però squadrate, antiche ma moderne, classiche ma contemporanee, semplici ed eleganti. Anche le 20:05 non sono poi male, è vero, ma quei due rettangoloni appesantiscono eccessivamente l'insieme. Invece le 22:55 sono leggere, leggiadre, sinuose, nobili. La lieve inclinazione verso destra, il lieve corsivo, non fa che aumentarne l'eleganza, un po' come per la torre di Pisa. Le 22:22 sono monotone, tutte inclinate dalla stessa parte, asimmetriche, troppo ripetitive. Le 11:11 non se ne parla. Nelle 22:55 invece c'è dell'arte.
E poi rilassano, conciliano il sonno. E non tradiscono, basta aspettarle e loro arrivano. E poi pensate, si leggono anche ribaltando la sveglia, ma in questo caso bisogna ricordarsi di riportarla nella sua posizione canonica prima di addormentarsi, così da evitare incubi dovuti alla visione di orari impossibili in caso di involontari risvegli notturni (e poi, diciamocelo, chi ve lo fa fare di ribaltare la sveglia?).
Insomma, mi piacciono le 22:55 viste su una sveglia digitale con display a LED rossi a 7 segmenti. Ah. L'ho detto. Mi sono tolto un peso. Ora insultatemi pure.

mercoledì 5 gennaio 2011

Pari a Lit. 1364296

Ne consegue che:
  1. Se avete intenzione di investire in azioni, vi consiglio di buttarvi su Ferrovie dello Stato SpA - Partita IVA 06359501001 (non so se è quotata, ma di sicuro per un po' non fallisce);
  2. Se avete intenzione di compiere una rapina a mano armata, un furto con scasso, un rapimento a scopo di estorsione o assimilabili, onde evitare perdite di tempo vi invito caldamente a rivolgervi altrove (se siete stranieri ve lo traduco: no trip for cats);
  3. Se invece avete intenzione di iniziare l'anno aiutando un bisognoso, in separata sede posso fornirvi l'Iban.