mercoledì 23 febbraio 2011

Un post evoluto

Dice: la selezione naturale. L'evoluzione. Tanta roba, no? Le specie, tutte le specie, animali e vegetali, per natura variano e pian piano si evolvono, ovvero migliorano. Caspita, sì, a prima vista è una gran cosa, non c'è dubbio. Guardandola da lontano, a livello di specie. Però poi il casino è che le specie sono formate da individui, lo so persino io che non sono del ramo. E la selezione naturale vuol dire che il leone, se è miope, non vede la gazzella, muore di fame, non si accoppia con la leonessa e non produce leoncini miopi. E mediamente la specie "leone" migliora, alla faccia dell'individuo "leone", il quale probabilmente non ne è felicissimo. Avrebbe preferito campare, lui. Ma nessuno ha chiesto il suo parere.
L'uomo ha inventato, tra le altre cose, gli occhiali (e pure le lenti a contatto). E quindi le probabilità che un uomo miope si riproduca sono praticamente le stesse di uno che ci vede bene. Ma, detta a spanne, se un uomo miope 1 (in una scala da 1 a 10) si accoppia con una donna miope 1 nasceranno bambini miopi 2. Questi si metteranno gli occhiali anche loro, solo un pochino più spessi, e magari si accoppieranno con altri individui miopi 2, producendo bambini miopi 4, e così via. E lo stesso concetto, ovviamente, vale per quasi qualsiasi altra sfiga psicofisica.
Gli individui, presi singolarmente, sono contenti, la specie rimane fregata. O almeno, a un certo punto della storia della razza umana (a occhio, un punto già passato da un pezzo), la selezione naturale finisce. Non finisce la selezione tout court, naturalmente. Se ne introduce una diversa, basata su vestiti e macchine, o a voler essere generosi su simpatia e intelligenza. Ma funzionerà anche questa? Quella naturale era stata testata per milioni di anni su miliardi di individui appartenenti a migliaia di specie diverse. Questa qua, chissà.
E allora cosa vogliamo farci? Niente, evidentemente. Ormai è andata così. Però non va mica bene. Forse.

giovedì 17 febbraio 2011

Prendete nota

Il 17 febbraio 2161 (dice che dovrebbe essere un martedì, per la cronaca) ricorrerà il centocinquantenario della pubblicazione di questo post. Ve lo dico già. Potete fin d'ora segnarvelo sull'agenda, e chiedere di fare altrettanto ai vostri figli e ai figli dei vostri figli e ai figli dei figli dei vostri figli e così via. Certo, con ogni probabilità questa ricorrenza non verrà celebrata e neppure lontanamente ricordata. Se ne perderà ogni traccia. Ma se così non fosse, lo sapete già: sarà proprio quel giorno lì. Né quello prima né quello dopo. Ne consegue che si può ragionare sulle più congrue modalità per un'eventuale celebrazione, se non da subito, comunque con un congruo anticipo. Non vorremo mica arrivare a un mese prima dell'evento senza sapere se quel giorno sarà festa o meno. Ci si potrebbe prendere un sano anno sabbatico e poi, il 18 febbraio 2012, con calma, dopo pranzo, radunarsi tutti attorno a un tavolo, esaminare e discutere le ragioni di tutte le parti in causa, riflettere e infine deliberare. E così un povero cristo potrebbe sapere con un anticipo decente se quel giorno là gli toccherà timbrare il cartellino o se, approfittando dei prezzi stracciati che saranno praticati dalle principali compagnie astronautiche a chi prenota anticipatamente, potrà concedersi un meritato viaggetto, magari sfruttando l'apposito ponte con domenica 15. Basta dirlo. Come si fa tra persone civili. In Paesi civili.

venerdì 11 febbraio 2011

lunedì 7 febbraio 2011

Annali anali

Gente, stamattina ho fatto una tale e tanta cagata che ho perso il treno.
Già, ma chi se ne frega del treno.
I treni passano, cagate così restano.