domenica 20 luglio 2008

Istigazione alla rivolta? forse

Leggevo qualche tempo fa la storia di questa tizia francese laureata in lettere che si è ritrovata a fare la cassiera in un supermercato, e su questo lavoro ha scritto prima un blog e poi un libro, nei quali racconta quello che si vede stando dall'altra parte della cassa e soffermandosi in particolare sulla mancanza di rapporti umani, sulla maleducazione dei clienti, e insomma sulle piccole e grandi frustrazioni quotidiane connesse al lavoro di cassiera. Che in effetti - a occhio - non dev'essere un gran lavoro. In tutto il giorno non fai che sollevare roba da una parte e rimetterla giù dall'altra, sentire dei bip, dire quant'è, contare i soldi, grazie arrivederci; la gente poi ti odia, ti considera meno dell'ultima ruota del carrello e appena può tenta di fregarti; e insomma non dev'essere proprio il massimo.
Però qualcosa si può fare, forse. Anzi, si deve poter fare. In qualche modo le condizioni di vita e di lavoro delle cassiere devono poter migliorare, accidenti.
Senza troppa fantasia, mi permetto quindi di avanzare una proposta:

lo sciopero delle cassiere.
Certo non "sciopero" nel senso di lasciar chiusa la cassa, quello no: penso a uno sciopero sullo stile di quello dei casellanti, piuttosto. Che al momento è uno dei pochi scioperi che fanno felici gli utenti. Uno sciopero dello stesso tipo, fatto dalle cassiere, significherebbe far passare liberamente la gente dalla cassa senza sollevare roba, senza sentire bip, senza dire quant'è e soprattutto senza sporcarsi le mani col vile denaro. Sono convinto che in questo modo la categoria sociale delle cassiere acquisterebbe in un colpo solo una sconfinata stima da parte della gentile clientela e un potere contrattuale notevole nei confronti dei padroni.
In fondo, lo dico per loro.

mercoledì 16 luglio 2008

Un post di classe (seconda)

Un biglietto di sola andata in seconda classe da Sarzana a Genova (per dire una destinazione a caso), con un comune treno regionale, costa 6 euro e 90. Per lo stesso viaggio con lo stesso treno, in prima classe, si spendono 10 euro e 40.
Non è mica una differenza da poco, caspita, è più del 50% in più!
E le differenze nel servizio offerto quali sono? Sì, è vero, i seggiolini sono un po' più comodi, e magari il livello sociale dei compagni di carrozza è un po' più elevato (che poi questo costituisca un reale vantaggio è tutto da vedere), ma non credo che ciò sia sufficiente a giustificare una tale sproporzione nella tariffa. Il tempo di percorrenza, che è la cosa che più conta, è esattamente lo stesso. Spaccato. Al secondo, proprio. Controllate l'orario, se non ci credete. E anche se il treno è in ritardo, lo è tutto, prima e seconda classe insieme.
Tutto molto comunista, forse, ma mica giustissimo. Se l'utente paga un prezzo superiore è ragionevole che gli venga fornito un servizio commisurato al maggior esborso. La prima classe dovrebbe essere prima, come dice il nome. Arrivare prima, proprio. Staccarsi dal resto del treno e andare avanti. E arrivare a destinazione prima della seconda. O quanto meno provarci. Poi, se il treno era fermo perché davanti ne stava arrivando un altro, pazienza. L'importante è averci provato.

domenica 13 luglio 2008

Un Vitello in meno

Mi sa che il contenuto di questo post non sarà di alcun interesse per il 98% dei lettori del blog. Di conseguenza si colloca al di sopra del livello medio di interesse di ben 2 punti percentuali. Mi accingo perciò a scriverlo con particolare cura.

Niente, è successo che il mio ormai ex collega soprannominato Vito Vitello, mio vicino di scrivania negli ultimi 6 mesi, che aveva iniziato a lavorare lì proprio insieme a me, venerdì ha rassegnato le dimissioni e domani inizia da un'altra parte. E ieri sera, fortunatamente in collaborazione con la sua ragazza, ha offerto una cena ai suoi ex colleghi più cari. Una cena di un certo livello, bisogna dirlo, nonostante alcune assenze di un certo livello.
Per la cronaca, vi riporto il menù:

  • Aperitivo a base di melone, banana e spumante (migliore di quanto sembra);
  • Bruschette con mistura di salsiccia e stracchino;
  • Focaccia ripiena di formaggio, prosciutto e insalata;
  • Ulteriore focaccia ripiena di formaggio, pomodorini, melanzane e non so cos'altro;
  • Pasta al forno con carne dentro e peperoni e panna fuori;
  • Arrosto di porco al latte coi funghi;
  • Insalata con formaggio, pancetta e qualche foglia di insalata qua e là;
  • Tiramisù della casa con scaglie di cioccolato;
  • Vini rossi da tutta Italia nonché dal Regno delle Due Sicilie;
  • Eccellente liquorino artigianale all'amarena, altro alla liquirizia, e vodkina.

Il tutto in quantità sufficienti a sfamare i presenti, i paccatori e 2 o 3 tribù subsahariane.
Capirete che non potevo esimermi dal ringraziare pubblicamente il Vitello (e la consorte) per una tale e tanta cena. Certo, finché è stato mio collega non mi ha risparmiato vessazioni psicofisiche, furti di cibarie e di cancelleria, calunnie, delazioni e commenti diffamanti su questo e altri blog, ma ieri sera si è rifatto. Oddio, sì, poteva anche cominciare prima, ma meglio tardi che mai, no?
E allora, come si confà a un vero Vitello degno di questo nome, in bocca al lupo!

giovedì 10 luglio 2008

Gilo di boa

E così, tra una storia e l'altra, questo blog è aperto già da un anno. Ebbene sì, proprio oggi è un anno giusto giusto. Forse sarebbe stato il caso di preparare un post speciale per festeggiare la ricorrenza, avrei dovuto mettermi lì d'impegno e scrivere qualcosa di veramente memorabile, se solo me ne fossi ricordato prima. E invece no.
Però non si può neanche far finta di niente, via. Tipicamente dopo un anno è tempo di bilanci, talvolta anche seri. E potrei mettermi a farne qualcuno anch'io, volendo. Ma certo non qua.
Qua posso solo notare quante ne ho scritte, di cazzate, in un anno. Per tutte ricordiamo la prima, già carica di significato e premonitrice dell'eccelso livello culturale che avrebbe caratterizzato quasi tutta la produzione successiva.
E ricordiamo tutti i commenti che ho ricevuto, tutti, quelli stupidi e quelli di più.
Che bello.
Ricordiamo.
Fatto?
Ricordato?
Ok, ora a lavorare.

domenica 6 luglio 2008

Poteva essere arte

Ieri mattina, di buon'ora, due solerti operai del comune si sono recati sotto casa mia per ripristinare le righe che delimitano i parcheggi, giacché quelle preesistenti erano state cancellate da un'asfaltatura.
Osservando il risultato del loro lavoro, non ho potuto fare a meno di compiacermi nel constatare che l'Arte era alfine giunta fin sotto casa mia, e si manifestava inaspettatamente attraverso una serie di righe bianche di un parcheggio intervallate dallo spazio per un passaggio pedonale, un tema indubbiamente assai banale se non fosse stato affrontato con tutto il genio che si può notare dalla foto che ho prontamente scattato:
Sfortunatamente però, come spesso accade in casi del genere, qualcuno che non capisce (e quindi non sopporta) l'Arte, qualche ottuso burocrate, qualche bieco rappresentante del Sistema, inorridito da una tale manifestazione di genio è prontamente giunto a rimettere ordine (il suo ordine) nelle cose:
E così adesso io, la mia città e il mio pianeta ci ritroviamo con un banalissimo parcheggio in più, un parcheggio come milioni di parcheggi, e con un'opera d'arte unica al mondo in meno. Peccato. Ma è stato bello crederci.

mercoledì 2 luglio 2008

Apandaperta

Come forse alcuni di voi ricorderanno, qualche tempo fa il mio fedele Pandino (che vediamo qui ritratto al culmine di una delle sue mille eroiche imprese) era stato oggetto di un ignobile tentativo di furto perpetrato da spregevoli criminali, che ovviamente erano stati abbondantemente ma evidentemente non sufficientemente maledetti in un apposito post.
Ebbene, questa mattina, accingendomi come ogni santa mattina feriale a mettermi al volante del mezzo in questione, ho trovato la portiera sinistra aperta. Ma proprio aperta. E anche la destra aveva il pirulino della sicura (si noti il tecnicismo) alzato. All'interno, quel poco che c'era da aprire o spostare era stato spostato o aperto. Per farla breve, i soliti rottinculo ignoti dopo aver frugato in ogni dove hanno rubato quanto segue:
  • Un pacchetto di fazzoletti;
  • Una moneta da 1 euro;
  • Una moneta da 500 lire.

Ora, ditemi voi se si può sprecare un post per della gente che scassina una Panda per rubare 500 lire. C'è poco da dire, questi non meritano un post, questi devono solo iniziare in fretta a morire con dolore, per proseguire poi con la massima calma ma senza alcun ripensamento. E basta.

lunedì 30 giugno 2008

Scusate la domanda,

ma che cazzo di caldo fa?

sabato 28 giugno 2008

Spezia mi fé, disfecemi Versilia

Oggi sono stato, o meglio, quel poco che resta di me oggi è stato a Forte dei Marmi. Niente di speciale, se non fosse che sono andato (e tornato, persino) in bici. Ebbene sì. La settimana scorsa ero arrivato a Marina di Massa, quella prima a Marina di Carrara, e l'idea originaria era proprio di progredire un po' alla volta, ma mi sa tanto che la settimana prossima a Viareggio non mi ci vedranno. E forse, per un po', neanche altrove.
Il mio fedele contachilometri sostiene che in 3 ore, 2 minuti e 48 secondi ho percorso 52 chilometri e 700 metri, a una velocità media di 17,2 km/h (massima 36,8 ma in discesa, giù dalla Cima Coppi, che poi sarebbe il cavalcavia dell'autostrada). Anche un noto sito di indicazioni stradali conferma che la lunghezza del percorso è di 26 km circa, ma su questo dato le mie gambe dissentono con tutta la scarsa fermezza che rimane loro. Manca uno 0 da qualche parte, dicono. E il mio apparato muscoloscheletrico tutto è in subbuglio. Non so, probabilmente non ho più l'età per queste cose. Forse dovrei solo scrivere post un po' più elaborati di questo standomene seduto in poltrona davanti al ventilatore con una boccia di luppolo liquido in mano. Non so. Fatto sta che tutto quello che mi può far male lo sta facendo, non ultimo il culo.
Ahi.

domenica 22 giugno 2008

Tutti a casa

Ebbene sì, avete indovinato: per una volta persino su questo blog si parla di Cultura. Cultura cinematografica, per l'esattezza. Si parla di un film, già. Certo non una nuova uscita, un film vecchiotto (è del '60) ma sempre valido. Regia di Comencini, sceneggiatura di Age e Scarpelli, mica pizza e fichi. Ci sono Sordi, De Filippo e altra gente. Parla della seconda guerra mondiale, dell'8 settembre e di quello che ne è seguito. Con ogni probabilità lo avrete già visto, questo film, ma proprio perché sono io ve ne metto una scena:

Ecco fatto.
Contenti? Io, tutto sommato, abbastanza.

venerdì 20 giugno 2008

Cosa mi tocca fare

Allora, vi spiego.
Una mia conoscente mi ha ordinato di pubblicare un post che parli del cane che s'è comprata qualche mese fa, pagandolo fra l'altro una cifra palesemente sproporzionata rispetto al peso e all'utilità della bestia in questione, ma non è questo il punto, né la cosa mi riguarda.
Dicevo. La conoscente mi ha promesso che se avessi messo in questo ambitissimo spazio una foto della bestia di cui sopra mi avrebbe presentato una sua presunta amica (umana) che sostiene essere libera e disponibile.
Ora, sapete quanto io sia fermamente contrario, in linea di principio, ai post su ordinazione che sottendono velati ricatti, ma senz'altro conoscete anche quel famoso paragone che ha tra i soggetti una coppia di buoi; dunque, per farla breve, ecco a voi il cane:

Il problema è che secondo la proprietaria dell'animale dovrei anche scrivere qualcosa di carino e simpatico a proposito della bestiola. Ci ho pensato, ma non è che mi venga granché. Per associazione di idee, guardando la foto qua sopra la prima cosa che mi viene da pensare è, ovviamente, di questo tipo:

Però, appunto, è solo un'associazione di idee, non sarei proprio in grado di imbastirci sopra un post.
Me la date voi una mano? Grazie. Poi vi faccio sapere com'è andata.