Istigazione alla rivolta? forse
Leggevo qualche tempo fa la storia di questa tizia francese laureata in lettere che si è ritrovata a fare la cassiera in un supermercato, e su questo lavoro ha scritto prima un blog e poi un libro, nei quali racconta quello che si vede stando dall'altra parte della cassa e soffermandosi in particolare sulla mancanza di rapporti umani, sulla maleducazione dei clienti, e insomma sulle piccole e grandi frustrazioni quotidiane connesse al lavoro di cassiera. Che in effetti - a occhio - non dev'essere un gran lavoro. In tutto il giorno non fai che sollevare roba da una parte e rimetterla giù dall'altra, sentire dei bip, dire quant'è, contare i soldi, grazie arrivederci; la gente poi ti odia, ti considera meno dell'ultima ruota del carrello e appena può tenta di fregarti; e insomma non dev'essere proprio il massimo.
Però qualcosa si può fare, forse. Anzi, si deve poter fare. In qualche modo le condizioni di vita e di lavoro delle cassiere devono poter migliorare, accidenti.
Senza troppa fantasia, mi permetto quindi di avanzare una proposta:
In fondo, lo dico per loro.






