Nel blu dipinto di...
Quest'oggi, in treno, mi sono seduto in una carrozza di quelle con i seggiolini interamente rivestiti di stoffa blu, poggiatesta compresi. Avete presente? Ecco, quelle lì. No, perché come saprete a volte i poggiatesta li fanno di un materiale diverso da quello del resto del seggiolino, tipicamente gomma, spesso nera; invece quelli lì erano blu e di stoffa.
E niente, mi chiedevo se fare i poggiatesta di stoffa blu anziché di gomma potesse avere una sua utilità. Sì perché è evidente che la gomma è molto più igienica, volendo si disinfetta in un attimo; sfoderare un seggiolino di un treno, lavare il rivestimento in lavatrice a 90° e magari scoprire che si è ristretto e va bene per i trenini Rivarossi non è piacevole. Eppure li fanno di stoffa, anche i poggiatesta. E allora, già che ci sono, usiamoli.
In effetti probabilmente, senza troppa fatica, si potrebbe dedurre una statistica sul tasso di utilizzo dei diversi posti di una carrozza basandosi unicamente sul colore dei poggiatesta.
Assumendo che la pulizia delle teste dei passeggeri sia una variabile casuale con distribuzione uniforme, ovvero indipendente dal posto che essi occupano (ipotesi accettabile, mi pare), si deduce che più il colore di un poggiatesta tende al marrone e più quel posto è gettonato. Un poggiatesta di colore simile all'originale blu indica d'altronde un posto snobbato dalla maggioranza dei viaggiatori. Facile, no? Facile e affidabile.
Poi, non so a cosa potrebbe servire una statistica del genere, ma ne fanno mai tante, le Ferrovie, di cose inutili... Bisogna che la propongo, magari apprezzano e mi regalano una traversina.