Un menù McTurtle, prego
Consideriamo per una volta il duro lavoro dei produttori di hamburger. L'ingrediente base dell'hamburger, almeno in teoria, dovrebbe essere manzo, no? O vitello, mucca, toro, bue, ora non importa: diciamo in generale bovino.

Consideriamo per una volta il duro lavoro dei produttori di hamburger. L'ingrediente base dell'hamburger, almeno in teoria, dovrebbe essere manzo, no? O vitello, mucca, toro, bue, ora non importa: diciamo in generale bovino.
Questa settimana c'è il festival di Sanremo.
Di conseguenza, vi comunico che il mio contatto su Skype è alessandrogilardi.
Ve ne prego, disturbatemi!
Ieri mi son detto: "Quasi quasi vado a prendere un po' d'aria di mare". E così sono andato al mare. E già che ho l'abbonamento sono andato a Viareggio. E di aria ce n'era, non c'è che dire. Aria di mare, ovvio. Del mar Baltico, però.
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava (perdonate la citazione), ma probabilmente non si è reso subito conto dei danni che la sua invenzione avrebbe provocato.
Sto parlando, ovviamente, del tizio che ha avuto l'idea di scrivere Concentrato sui flaconi di detersivo per i piatti.
Com'è evidente, scrivere Concentrato su un detersivo non ha alcun senso (concentrato di quanto? rispetto a cosa?), ma provoca una reazione a catena incontrollabile. Infatti il consumatore pensa: "E se quello è concentrato, a me chi me lo fa fare di comprare l'altro che non essendo concentrato è automaticamente diluito?" Di conseguenza gli altri produttori pensano: "E perché io non dovrei scrivere che il mio detersivo è concentrato, se questo mi porta un vantaggio senza richiedere spese e senza che lo si possa contestare?"
E allora tutti giù a scrivere Concentrato sui loro detersivi. Poi, ovvio, tutti concentrati, nessuno concentrato. E così magari l'unico produttore che concentrava davvero il detersivo ci rimane fregato.
Bel guaio.
E quindi, anche se non ne avrei voglia (il perché non riguarda quasi nessuno di voi), tra poco arriva un bel post d'archivio.
Contenti?
Se ne discuteva anche ieri, ma in effetti c'è ben poco da discutere: oggigiorno l'unica vera invenzione sarebbe il teletrasporto. L'unica degna di questo nome, intendo. L'unica che farebbe impallidire persino la ruota, che a quel punto risulterebbe utile quasi solo nei mulini, così impara a tirarsela. Il fuoco no, quello servirebbe sempre, pazienza, ma almeno la ruota la potremmo prendere per quella che è.
Anche la macchina del tempo, sì, per un po' sarebbe divertente, un bel giocattolone, ma creerebbe una marea di problemi (chiedere al signor Martin Seamus McFly). Il teletrasporto invece ne risolverebbe diversi. Benzina troppo cara? Ecchissenefrega. Lavoro lontano da casa? Mai più. Sciopero dei camionisti? Pazienza. Cellulari che non prendono? Se ne fa a meno. Stragi del sabato sera? Roba da libri di storia.
Il teletrasporto, quello ci vuole.
Solo che bisognerebbe darsi una mossa a inventarlo. Bisognerebbe concentrarsi su quello, invece di disperdere energie. Altro che star lì a studiare come andare su Giove o come faceva la calza l'uomo di Neanderthal. Prima s'inventa il teletrasporto, poi se ne parla. Bisognerebbe mettersi lì tutti insieme, in tutto il mondo, non solo ingegneri, fisici, matematici eccetera, ma proprio tutti, in modo da non farsi trovare impreparati: il giorno che qualcuno lo inventerà bisognerà avere già tutto pronto per l'uso. Gli economisti dovrebbero iniziare a studiare le modalità di tariffazione, gli avvocati le possibili implicazioni sulla privacy e sui crimini in genere (e non sono poche), i filosofi non lo so ma qualcosa da studiare se lo troveranno da soli; e così via. Perché prima o poi qualcuno se lo inventa.
O mi toccherà pensare anche a questo?
Eppure sono uno tranquillo, io. Non uno di quelli che invocano l'autorità, l'uomo forte, quella roba lì. No. Sono uno democratico, per così dire. Lo sono sempre stato. Nonostante ciò, chissà perché, da qualche tempo a questa parte, riflettendo sulle leggi elettorali e sulla politica in genere, mi scappano delle trovate di questo tenore: La dittatura a tempo determinato.
Voglio dire, supponiamo un sistema di governo tale che nella Costituzione ci sia un articolo che reciti, più o meno, "Ogni 20 anni verrà estratto a sorte un dittatore che per 1 anno avrà ogni potere tranne quello di modificare questo articolo".
Per il sorteggio si potrebbe ipotizzare una tiratura straordinaria di Gratta e vinci con un solo biglietto vincente, così si raccatterebbe anche qualche euro. Poi, chi vince potrebbe fare quello che gli pare, senza doverne rendere conto a nessuno, per un anno, 365 giorni, non uno di più. Farebbe l'alta velocità o quella bassa, le discariche o la raccolta differenziata, tirerebbe su qualche centrale nucleare o qualche diga, manderebbe a casa un po' di gente o ne assumerebbe altra, a seconda; ma farebbe qualcosa. In fondo, ogni avventore di un qualunque bar di periferia conosce già tutte le risposte a tutti i problemi futuri, presenti e passati dell'umanità. Basterebbe prenderne sul serio uno a caso. Questo poi farebbe anche un sacco di cazzate, ovvio: ma dopo ci sarebbero 20 anni per rimettere le cose a posto, con regolari elezioni e tutto quanto. E alla fine si ricomincerebbe.
Lo so, trattasi di una belinata di proporzioni ragguardevoli. Ma il solo fatto che arrivo a immaginare soluzioni del genere mi preoccupa.
Ebbene no, non sono perfetto neanch'io. Ci sono varie cose che non capisco. Una di queste, per esempio, è la fisica quantistica. Un'altra è il carnevale. Cosa ci si troverà di divertente, passati gli 8 anni di età, a andare in giro vestiti da deficienti facendosi tirare addosso roba da emeriti sconosciuti? Non lo so. Ma, a differenza di altri, io ammetto le mie lacune e tento di colmarle. E quindi ieri ho preso il treno e sono andato a vedere il carnevale a Viareggio. Ma continuo a non capire.
Pazienza.
C'è qualcuno che mi può consigliare un buon libro di fisica quantistica?