Nulla
Mi è stato richiesto, per lavoro, un certificato penale del casellario giudiziale. E io proprio ieri, nonostante due aggettivi - per di più in rima - su cinque parole non rappresentino un esempio della prosa che preferisco, ligio al dovere l'ho fatto. Ma l'ho fatto significa che:
- Ho dovuto cercare su Internet di che roba si trattasse e dove lo facessero;
- Ho dovuto telefonare per chiedere gli orari e la documentazione necessaria, perché vatti a fidare di Internet;
- Ho dovuto comprare due marche da bollo da €3,10 cadauna;
- Ho dovuto comprare due biglietti per Spezia;
- Ho dovuto prendere la corriera giusta all'ora giusta, scendere alla fermata giusta, entrare dalla porta giusta, andare al piano giusto nell'ufficio giusto;
- Ho dovuto compilare l'apposito modulo.
Cioè, tutto 'sto casino per un foglio con scritto nulla. Un traffico palesemente sproporzionato rispetto ai risultati. Talmente palese era la sproporzione che me ne sono accorto subito, appena l'addetta mi ha consegnato il foglio. E lì per lì ho anche pensato a un possibile metodo per rendere meno inutile tutto il lavoro fatto fino a quel momento per quel foglio. Mi sarebbe bastato impugnare saldamente la penna con cui avevo appena compilato il modulo e conficcarla con determinazione nel collo dell'addetta, piantandogliela secca nella carotide. Così la gentile signora avrebbe potuto cancellare col proprio sangue la parola "NULLA" dal certificato e vi avrebbe potuto scrivere, in diretta, qualcosa di più concreto. Non so esattamente cosa, non sono mica un penalista, ma qualcosa che giustificasse il dispendio di tempo ed energie che avevo profuso per ottenere il certificato stesso. Ci ho pensato qualche istante, ma poi ho guardato l'orologio, ho visto che rischiavo di perdere la corriera, e me ne sono andato. Nulla.



