venerdì 14 marzo 2008

Buonanotte ai suonatori

Come certamente saprete, oggi è l'ottava Giornata Mondiale del Dormiresano.
Celebriamola in musica!

(con un sincero ringraziamento a chi mi ha fatto conoscere questa vivace canzoncina)

lunedì 10 marzo 2008

Unità di misura ad personam

Ci sono l'ampere, l'hertz, il newton, il pascal, il joule, il watt, il coulomb, il volt, l'ohm, e tante e tante altre. Insomma, c'è un'unità di misura un po' per tutti. Ne hanno tirate fuori a carriolate, e probabilmente molte sono superflue, ma si sa come vanno queste cose, c'è sempre da accontentare qualche parente di qualche amico, e quindi giù con le unità di misura! Ma allora, dico io, non gli costerà mica tanto metterne una in più...
Avanzerei dunque una modesta proposta:

il gilo.
Bello, vero? Già. E poi sarebbe un'unità di misura seria, con tutti i multipli e sottmultipli del caso, dal microgilo al megagilo (uau!) e oltre. Certo, il kilogilo non suona granché, e anche il gigagilo è alquanto ridicolo, ma si chiuderà un occhio. In fondo, via, siamo onesti: un'unità di misura me la meriterò anch'io, o no?
L'unica domanda che rimarrebbe aperta, a questo punto, è la seguente: quale grandezza si potrebbe misurare in gilo?
Si accettano suggerimenti.

venerdì 7 marzo 2008

Pasqua quando arriva arriva

Oggi ho mangiato la prima fetta di colomba del 2008.
Ho ancora 5 panettoni belli integri. Diconsi cinque.
Mi sa che ho sbagliato qualche calcolo.
Ma ce la farò.
Devo farcela.

martedì 4 marzo 2008

Poteva anche andare peggio

Atto I - Scena 1

Personaggi: L'architetto, Il committente.

Scena: Pisa, A.D. 1170 o giù di lì.

Architetto: - Sa, signore, ho avuto un'ideona per quella torre che mi ha chiesto. Una cosa mai vista. Una roba che spacca.
Committente: - E sentiamola.
Architetto: - Gliela faccio storta.
Committente: - Storta? Bah, come idea non è malaccio, sì. Ma storta come?
Architetto: - Avevo pensato di inclinarla un po' verso nord, in modo che sporga suppergiù di un 5 metri...
Committente: - Uhm... Sì, si può fare... Ma sì, così poi tutti i cinesi verrebbero a farsi una foto mentre fingono di raddrizzarla, e io gli potrei vendere ogni sorta di paccottiglia ricordo storta made in China...
Architetto: - E poi una torre storta non s'è mai vista da nessuna parte: dia retta, diventiamo famosi, lei e io.
Committente: - Ok, dai, mi hai convinto, eccoti i soldi. Ma mi raccomando, che sia bella storta, eh?
Architetto: - Tranqui.

Epilogo.

Dopo qualche anno uno sprofondamento del terreno, una torre progettata storta che si raddrizza, un architetto in meno, e fine della storia.

Sipario.

giovedì 28 febbraio 2008

Un menù McTurtle, prego

Consideriamo per una volta il duro lavoro dei produttori di hamburger. L'ingrediente base dell'hamburger, almeno in teoria, dovrebbe essere manzo, no? O vitello, mucca, toro, bue, ora non importa: diciamo in generale bovino.

Bene.
Il bovino in questione va preso, ammazzato (con qualche rischio) e squartato; poi bisogna separare i pezzi che non servono (ossa, occhi, polmoni...) dalla ciccia, scegliere i pezzi di carne adatti, tritarli, impastarli con altri ingredienti e dar loro una forma rotonda. Solo alla fine di un lungo e laborioso processo produttivo si arriva all'hamburger. Poi da lì la via per il panino è tutta in discesa: un cetriolo, un po' d'insalata, qualche salsina misteriosa, pane, e via. Il difficile è l'hamburger.
Ma la Natura, nella sua infinita previdenza, anche in questa occasione sarebbe venuta in aiuto del genere umano. Solo che, per qualche motivo, fino ad oggi noi umani questo aiuto lo abbiamo rifiutato.
Pensateci:

Le tartarughe.
Sembrano fatte apposta.
Basta prenderne su una dalla sua vaschetta, tagliare via la parte inferiore del guscio (con una sega a nastro modificata dovrebbe essere un attimo), staccare testa, zampe e coda (bastano 6 colpi di mazzetta), scavare via la carne tutta in una volta con un apposito macchinario (questo, sì, andrebbe progettato, ma non ci vorrà mica tanto!) e buttar via il guscio. Fatto. Meno di un minuto, con un po' di allenamento, e si otterrebbe un bel pezzo di carne con forma e dimensioni perfettamente idonee allo scopo. Poi, anche qua, basta un cetriolo, un po' d'insalata, qualche salsina misteriosa, pane, et voila, il suo McTurtle è pronto, signore. Buon appetito.

lunedì 25 febbraio 2008

Noi non ci Sanremo (spero)

Questa settimana c'è il festival di Sanremo.
Di conseguenza, vi comunico che il mio contatto su Skype è alessandrogilardi.
Ve ne prego, disturbatemi!

giovedì 21 febbraio 2008

Trattatello di macroeconomia futuribile applicata

Io abito in un appartamento. Non ho il giardino. E non possiedo neanche campi, prati, pascoli, paludi, boschi, steppe, niente. E comunque sono di Sarzana, e quindi è probabile che anche se avessi un pezzetto di terra il discorso che sto per fare non mi si applicherebbe ugualmente.
Però.
Poniamo il caso che io disponessi di un qualche appezzamento di terreno in un qualche Paese del Medio Oriente. Un posto di quelli dove basta tirare un colpo di zappa un po' più forte e sbuca fuori il petrolio.
Io quel petrolio lì me lo terrei.
Cioè, in questo periodo un barile di petrolio costa intorno ai 100 dollari, che secondo quanto dicono in giro non è poco. Ma se fosse mio, col cavolo che lo venderei per 100 dollari. Lo lascerei lì dov'è, buono buono, tanto non va mica a male. Li lascerei raccontare la favoletta dell'idrogeno, gli direi: "Bravi, avete fatto l'automobile a idrogeno, siete dei grandi; ora però, gentilmente, fatemi anche il camion, il trattore, la locomotiva, il carro armato, l'elicottero, la nave e l'aereo a idrogeno, poi ne riparliamo", e aspetterei che l'unico petrolio disponibile sul pianeta fosse quello sotto al mio orticello. A quel punto per 100 dollari gliene vendo una boccettina piccina piccina picciò, altro che un barile.
Ora però, gentilmente, non andate a dirlo in giro, ché domani devo fare il pieno al Pandino...

mercoledì 20 febbraio 2008

Poi, sarò io che sbaglio,

ma credo che tutti dovrebbero avere una seconda possibilità.

lunedì 18 febbraio 2008

Una storia inutile ma vera

Ieri mi son detto: "Quasi quasi vado a prendere un po' d'aria di mare". E così sono andato al mare. E già che ho l'abbonamento sono andato a Viareggio. E di aria ce n'era, non c'è che dire. Aria di mare, ovvio. Del mar Baltico, però.

giovedì 14 febbraio 2008

Diciture rischiose

Non so che viso avesse, neppure come si chiamava (perdonate la citazione), ma probabilmente non si è reso subito conto dei danni che la sua invenzione avrebbe provocato.
Sto parlando, ovviamente, del tizio che ha avuto l'idea di scrivere Concentrato sui flaconi di detersivo per i piatti.
Com'è evidente, scrivere Concentrato su un detersivo non ha alcun senso (concentrato di quanto? rispetto a cosa?), ma provoca una reazione a catena incontrollabile. Infatti il consumatore pensa: "E se quello è concentrato, a me chi me lo fa fare di comprare l'altro che non essendo concentrato è automaticamente diluito?" Di conseguenza gli altri produttori pensano: "E perché io non dovrei scrivere che il mio detersivo è concentrato, se questo mi porta un vantaggio senza richiedere spese e senza che lo si possa contestare?"
E allora tutti giù a scrivere Concentrato sui loro detersivi. Poi, ovvio, tutti concentrati, nessuno concentrato. E così magari l'unico produttore che concentrava davvero il detersivo ci rimane fregato.
Bel guaio.