sabato 23 maggio 2009
sabato 16 maggio 2009
domenica 10 maggio 2009
Scusi, ha mica visto un BU22HWX?
Ieri mi è arrivata la valigia. No, non è che ho comprato su eBay una valigia usata comprensiva di cadavere, semplicemente mi è arrivata la mia valigia. Me l'ha riportata il simpatico corriere pisano che avevo già avuto modo di conoscere poche settimane fa. E sì perché, nonostante non mi si possa certo definire un frequent flyer, negli ultimi tempi ho avuto modo di prendere qualche aereo, tutti voletti da meno di un'ora ciascuno, diciamo che più che miglia ho accumulato piedi, ma con una particolarità: negli ultimi 3 viaggi mi hanno perso la valigia per 3 volte. La prima volta le hanno fatto vedere anche un po' di mondo, l'hanno portata fino a Cagliari Elmas. L'ultima volta conteneva anche i generi di prima necessità che avevo dovuto ricomprare a causa del secondo smarrimento. Insomma, per farla breve, un casino.
Tutto ciò per dire che cosa? Questo: che non ho mai sentito di nessuno a cui abbiano perso la valigia in treno. Onore al treno, quindi. E milioni di altri post sui treni, quanto meno per riconoscenza. Si inizia con questo.
mercoledì 29 aprile 2009
Leggi legali
AVVISO AI VIAGGIATORIQuesto, testualmente, il contenuto della parte iniziale ed essenziale di un cartello comparso, negli ultimi tempi, nei vestiboli di numerosi convogli tra quelli che percorrono ogni giorno le nostre benemerite strade ferrate. Ma ciò che in questa sede interessa, per una volta, non è tanto la mera questione ferroviaria quanto piuttosto l'ultima parte del messaggio. Cosa dice? Dice che se tu violi la legge non acquistando o non convalidando il biglietto loro ti fanno sì una multa, ma te la fanno a norma di legge.
Chi viaggia sui treni senza biglietto o con il biglietto non convalidato incorre in una multa di importo minimo di 50 € o, nelle regioni dove prevista, di importo minimo a norma di legge.
Qui, proprio qui cari signori, qui nel miasmatico vestibolo di un barcollante treno regionale, siamo di fronte ad una brillante applicazione pratica del caro vecchio principio di legalità. Ebbene sì, nientepopodimenoché. Qui si afferma che il controllore non può stabilire ad personam l'importo della multa, neanche dietro corresponsione di favori sessuali di qualsivoglia natura (siete avvertiti), ma deve attenersi strettamente alle norme in vigore in quel momento in quel luogo. Altrimenti infrange la legge, andando incontro a sua volta a sanzioni che si auspica siano stabilite per legge (in caso contrario si entra in un cul de sac, che non è mai piacevole).
Poi, essendo il treno un mezzo che per sua natura si suppone in moto da un luogo all'altro, si potrebbe discutere sulla reale applicabilità di una norma basata sulla regione in cui ci si trova al momento del controllo, o più efficacemente, alla vista del controllore, si potrebbe valutare se sia conveniente pagare subito la multa o temporeggiare finché il treno non varchi il confine di una regione meno esosa. Non senza notare che comunque la norma non stabilisce limiti superiori all'importo della multa, demandando tale potere alla funzione giurisdizionale incarnata dal controllore. Di conseguenza, forse non è il caso di farlo incazzare fingendo di cercare il biglietto fino in Molise. Pensateci.
mercoledì 22 aprile 2009
Sette&Trenta
In questi giorni ho fatto il 730. Non è che abbia granché da dichiarare e ciononostante suppongo che mi arresteranno 10 minuti dopo che l'avrò presentato, perché chissà cosa ci ho scritto in quel 730, ma non è questo il punto. E' che fare il 730 mi piace. Mi dà soddisfazione. Non che mi diverto a pagare le tasse, intendiamoci, però mi piace proprio la fase di compilazione del modello. Perché nel modello 730 c'è tutto. Tutte le entrate e tutte le uscite che uno (uno normale) può avere, lì ci sono. Ordinate, incasellate, precise. In 4 paginette c'è un posto per ogni cosa e ogni cosa va al suo posto. Certo, per riempire quelle 4 paginette ci sono 84 pagine di istruzioni, ma seguendole correttamente tutto torna. Ci sono i quadri e dentro i quadri i righi e dentro i righi le colonne e le caselle e i riquadri e i campi... C'è il posto per scrivere quanto hai preso e quanto hai dato e quanto hai dato in meno e quanto hai preso in più e viceversa e non solo, e tutto già predisposto. C'è un ordine superiore che si manifesta nel 730.
E poi combacia tutto. Non solo nei riferimenti interni al 730 stesso ma anche nei punti dove si rimanda a altri moduli. Ad esempio, tu leggi nelle istruzioni "Indicare nella colonna 2 l'importo risultante dal punto 77 del CUD 2009 ovvero, in presenza di più CUD, la somma degli importi indicati nei punti 77 dei CUD 2009 per i quali risulta compilato anche il punto 78". Ebbene, tu lo leggi e, reso scettico da quel minimo di esperienza sulle cose della vita che hai accumulato fino a quel giorno, controlli il CUD pronto a non trovare alcuna traccia di un qualunque punto 77. E invece no, il punto 77 c'è e contiene un numero che, anche a logica, potrebbe entrare proprio nella colonna 2 che stai compilando. E allora, con la gioia negli occhi e la pace nel cuore, ricopi il contenuto del punto 77 nella colonna 2 (arrotondandolo opportunamente), sorridi e passi oltre. Alla fine due belle firmettine per destinare l'otto e il cinque per mille ai meno peggio, una leccata alla relativa busta (unico vero difetto del 730: la colla della busta ha un sapore pessimo. Ma glielo perdoniamo), e anche per quest'anno il mio dovere di contribuente l'ho finito. Purtroppo.
giovedì 16 aprile 2009
Camaiore Lido - Capezzano
Già ci passo un sacco di tempo, in treno. Un po' perché la tratta non è breve e un po' perché i posti in cui fermarsi non sono pochi. Ma sulla distanza da percorrere c'è poco da discutere, quella è, e d'altra parte, via, in certe stazioni non si può non fermare. Certo, si potrebbe almeno evitare di peggiorare ulteriormente la situazione. E invece.
E invece da Pasqua hanno deciso di cambiare gli orari, hanno messo tanti bei trenini, tutti allo stesso minuto, una meraviglia. E però si sono fatti un po' prendere la mano. E il treno che prendo io al mattino (e al mattino presto), che già era stato anticipato di 4 minuti a dicembre, l'hanno ulteriormente anticipato di altri 3. E sono quei 3 minuti che possono fare (e spesso faranno) la differenza tra prenderlo e perderlo. Ma almeno, direte, si arriverà 3 minuti prima. E invece no. Si parte 3 minuti prima per fare una fermata in più. E dove? A Camaiore Lido - Capezzano.
Ora, se non siete di queste parti probabilmente non conoscete la stazione di Camaiore Lido - Capezzano. In realtà anche se siete di queste parti forse avrete la fortuna di non conoscerla. Non vi perdete molto, credetemi. Sono due binari immersi nel nulla, sotto un cavalcavia, con una costruzione sigillata a fianco. Qualche casetta di qua e di là, ma nulla che giustifichi una stazione. In effetti più che di stazione si dovrebbe parlare di fermata, ma non è questo il punto. A parte i tecnicismi, resta il fatto che a Camaiore Lido - Capezzano saliranno e scenderanno sì e no 15 persone al giorno, compresi i capitreno (o capotreni? boh) che devono controllare che tutta la gente che doveva scendere sia scesa e quella che doveva salire sia salita. Un compito non impossibile, a Camaiore Lido - Capezzano, tuttaltro.
E io mi devo svegliare 3 minuti prima, o meglio rischiare di perdere il treno, per far scendere e risalire il controllore (e tipicamente solo lui) a Camaiore Lido - Capezzano? E no, cavolo, non è giusto. Niente contro gli abitanti di Camaiore Lido né contro quelli di Capezzano, per carità, loro hanno tutto il diritto di chiedere che i treni fermino nella loro stazioncina. Ma ci dev'essere anche un'autorità superiore che dice no, caro abitante di Camaiore Lido - Capezzano, tu ti fai 4 chilometri e il trenino lo vai a prendere a Viareggio, perché non si può far fermare i treni sotto casa di chiunque.
E' che questa autorità superiore probabilmente abita a Camaiore Lido e/o a Capezzano, e così si spiega tutto. E quindi, in mancanza di una sollevazione popolare, o almeno di un referendum abrogativo della stazione di Camaiore Lido - Capezzano, che mi vedrebbe tra i primi firmatari, lasciatemi almeno il sacrosanto diritto di mugugno.
venerdì 10 aprile 2009
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana
Evento n. 1. Stamattina a colazione ho mangiato una fetta di panettone (la penultima della scorta, per l'esattezza: domani l'ultima, e si noti la precisione).
Evento n. 2. Oggi a pranzo ho mangiato una fetta di colomba (la prima dell'anno, per l'esattezza: ma solo per l'esattezza).
E niente, partendo dalla coincidenza temporale tra questi due eventi e avendone voglia e sapendoci un po' fare credo che si potrebbe scrivere un bel post. Un post sul tempo e sui suoi passaggi, sulla sua ciclica linearità, sulla sua esistenza, natura e misura, sulla simultaneità, volendo anche sulla relatività. Un post sulle stagioni, appunto.
Oppure, volendo volare lievemente più bassi, un post sulle feste comandate e sui loro simboli e significati pagani, sulla necessità dei riti, sulle convenzioni sociali, sulla standardizzazione dei prodotti dolciari da forno a lievitazione naturale e soprattutto del loro unico impasto.
Un post di un certo livello, in ogni caso. Ma, come ormai ampiamente dimostrato, non è questo il luogo adatto per un tale post. E quindi vi beccate questo qua. Brutto, inutile e con un titolo che non c'entra niente. Così imparate.
domenica 5 aprile 2009
Standardizzazione mancata
4 5 6
7 8 9
4 5 6
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sabato 28 marzo 2009
Sono un coglione.
Ho appena finito di guardare Shining. Ce l'avevo lì pronto da un po' e non l'avevo mai visto, non senza qualche buona ragione. Oggi, dato che è brutto tempo, mi son detto "quasi quasi mi guardo un film", e poi mi sono aggiunto "e già che ci sono quasi quasi attingo alla produzione del Genio", e così ho fatto. Gran bel film, intendiamoci, il Genio è sempre lui: ma non ci voleva. Sono uno sensibile, sapete. E già dormo poco per banali questioni di orari, ci mancano anche gli horror. E mi voglio vedere la prossima volta che mi ritrovo in un qualunque corridoio di un qualunque albergo. E di gemelle per un po' non ne voglio sapere, fossero anche le Kessler. E per scegliere il prossimo film altro che registi, si va in ordine alfabetico, ve lo dico io. E dopo Shining cosa c'è? Shrek terzo. Manco a farlo apposta.
mercoledì 11 marzo 2009
Chimmi pigghi, puu culu?
Alcuni/e dei/lle miei/e più affezionati/e e attenti/e lettori/rici sostengono che su questo blog la percentuale di post aventi come argomento, o comunque pretesto, il treno o in generale il vasto settore del trasporto pubblico su ferro sia divenuta negli ultimi tempi un po' troppo elevata. Trattasi di critica accettabile e a prima vista condivisibile: ma ditemi voi come si fa a non scriverne. Il treno, la ferrovia, le Ferrovie (quelle dello Stato, Ferrovie per antonomasia) costituiscono una ricchissima miniera di argomenti per post, quasi a ogni viaggio si potrebbe trovare un nuovo spunto di ispirazione, e se il mio gentile pubblico considerasse che faccio almeno 10 viaggi ogni settimana potrebbe facilmente calcolare il numero di post di argomento ferroviario che in realtà gli vengono risparmiati. Ma a volte proprio non si può.
Per esempio.
Oggi sono salito su una carrozza sottoposta di recente a blandi interventi di restyling. In particolare, le fodere in tessuto dei sedili, sia degli schienali che delle sedute, erano state da poco sostituite con altre belle nuove. E si vedeva. Da ognuna delle due sezioni in tessuto di ogni sedile fuoriusciva infatti una piccola etichetta bianca. Era proprio cucita alla stoffa, un po' come le normali etichette dei vestiti; senonché era rivolta verso l'esterno, in modo tale che tutti i passeggeri ne potessero leggere e apprezzare il contenuto. E qual era il messaggio scrupolosamente apposto su ciascuno di tali cartellini? Era il seguente:ANTIBATTERICO
Ora, a meno che tra il mio fedele e attento pubblico vi sia qualche alto dirigente delle Ferrovie, immagino che voi tutti conosciate i treni, e i treni regionali in particolare, e i loro sedili, e le disgustose condizioni igienico-estetiche in cui versa la maggior parte di essi. E costoro ci mettono delle etichette in cui certificano che quei sedili, pezzati più di mucche olandesi e contenenti un numero di esseri viventi per centimetro quadrato maggiore di quello presente in un ettaro di lussureggiante foresta pluviale, sono invece antibatterici e antimacchia. E lo ripetono in ogni elemento imbottito di ogni sedile, giacché, com'è noto, qualunque cosa ripetuta un numero sufficiente di volte diventa automaticamente vera.
ANTIMACCHIA
E io non dovrei neanche scriverci un post sopra?
