L'inverno esiste solo per chi ne ha paura
E noi non siamo tra questi.

Chiude Stefan.
E mi dispiace, sinceramente. E non solo, com'è ovvio, per chi ci lavorava. Penso che perda qualcosa un po' tutta la collettività, che perda un pezzo non secondario un po' tutto il tessuto socioeconomico sarzanese. Mi stava simpatico, Stefan. Certo, ovvio, non era Gerardo, quello (quello dei tempi d'oro) resta un fenomeno unico e credo irripetibile, però anche questo, per quanto assai più simile a uno qualunque dei tanti inutili negozi che affollano le nostre varianti, spesso qualche chicca la regalava. Non tanto nel reparto vestiario, ancor meno nel settore calzature: era soprattutto la zona belinate varie a offrire di volta in volta non pochi spunti di interesse. E di conseguenza, quando capitavo da quelle parti per caso o per necessità, non di rado vi facevo volentieri tappa. In effetti, in coscienza, credo che nessuno possa affermare che non ho fatto nulla per scongiurarne la chiusura. Evidentemente quanto fatturato grazie a me non è stato sufficiente, ma resto convinto che se tutti mi avessero imitato adesso quel negozio se la passerebbe molto meglio.
Peccato.
Lo ricordo così. Anzi che niente.
Anche per quest'anno bene o male è andata.
No, io dico. Stai scrivendo un'enciclopedia. Decine di tomi. Migliaia di pagine. Milioni e milioni di parole. Un fottio di lettere. Che nel mucchio te ne scappi una sbagliata ci sta. È nella natura delle cose. Siamo umani, chi più chi meno. L'errore, uno ogni tot, è contemplato. Tra l'altro poi chissà in quanti oseranno mai compulsarla davvero, quell'enciclopedia, e quanti invece più saggiamente si limiteranno all'utilizzo di base a mo' di complemento d'arredo. E quindi, a maggior ragione.
Ma invece no. Devi scrivere una parola. Una. Tre sillabe. Sette lettere. Nessuna apparente difficoltà ortografica. Per di più sai che quella parola verrà scritta e letta per decine e decine di volte al giorno per anni e anni. Per ancora di più intorno a te svariati cartelli di dimensioni ragguardevoli contengono proprio quella parola che tu devi scrivere, proprio e solo quella. Dove ti giri ce n'è uno. Devi solo copiarla. Se poi rileggendo quello che hai scritto ti accorgi che non è corretto non c'è problema, puoi correggere, nessuno ti sgrida. È facile, dai. Concentrati. Solo un piccolo sforzo. Credici. Ce la puoi fare.
Sono un amante del rischio, com'è noto. E oggi l'ho dimostrato al mondo.
A prima vista il secondo più commestibile a disposizione degli utenti della mensa quest'oggi era costituito da un bel paio di würstel. E sicché li ho presi. Poi volendo di contorno c'erano anche le patatine, ma lo sapete, ci tengo alla linea, e quindi ho ripiegato su delle sane (?) carote. E però, via, almeno una bustina di ketchup da mettere sopra ai würstel, almeno quella me la sono fatta dare. Se non che una volta giunto al tavolo, preso da ulteriori scrupoli salutistici, è andata a finire che non ho usato neanche quella. E allora, con notevole incoscienza ed estremo sprezzo del pericolo, l'ho fatto: l'ho infilata nella tasca posteriore dei jeans. Dove, naturalmente, me la sono dimenticata fino a sera. L'ho ritrovata giusto poco fa, poco dopo essere entrato in casa. Con somma gioia, ho constatato che era integra.
Poteva andarmi malissimo. A me e al sedile della macchina del collega che mi ha riportato a casa e quindi nuovamente a me. Per stavolta me la sono cavata, ma sarà meglio non sfidare troppo spesso la sorte.
Quanto a voi, non provateci da casa.
Come certamente voi tutti ricorderete, meno di un anno fa ho compiuto 20 anni in esadecimale. E se la matematica, base o non base, non è un'opinione, allora ce li ho ancora tutti, 0x20 anni: né uno di più né uno di meno.
Bene.
Ma oggi c'è di più. La mia cara buona vecchia Panda, che certamente voi tutti conoscerete (o serve che ve la presento?), come testimonia la seguente
Occhio al quadrato (appunto). E sì, perché il quadrato è importante. Spesso lo si sottovaluta, il quadrato, ma è un'ingiustizia, però, come diceva quello. Ecco, appunto: chi è che lo diceva? Lo diceva un tizio che era uscito da poco da un uovo.
Fermi. L'uovo.
L'uovo esiste, in natura. Ne esistono di tante specie e dimensioni, ma tutte hanno forma più o meno simile. E viste da sopra (o da sotto), più o meno tutte le uova sono rotonde. E non sono sole. Ci sono un mucchio di cose, in natura, rotonde o approssimativamente tali. Le bolle di schiuma, i tronchi degli alberi, i sassi di fiume, i lombrichi sezionati, nei casi più fortunati le tette e/o le chiappe, secondo alcuni inguaribili razionalisti addirittura le stelle e i pianeti e i satelliti, persino la Terra stessa, sono suppergiù rotondi. Voglio dire che il concetto di "cerchio" è diffusissimo, e lo è, per così dire, per natura, lo era anche prima dell'intervento umano.
Ok.
Nonostante tutto ciò, tipicamente (visto che per il momento non esiste ancora il teletrasporto), si è abituati a considerare come un dannato genio l'inventore della ruota: cioè di una roba rotonda in mezzo a tante altre robe non meno rotonde. Capirai. Anche la palla di merda che crea lo scarabeo è rotonda, lo sappiamo tutti. Eppure abbiamo smesso di venerarlo da un po', quello.
Al contrario, fateci caso: niente che non sia creato dall'uomo (o quasi) è quadrato. Il ragno crea segmenti, poligoni irregolari, se gli va bene triangoli ma perlopiù scaleni: però, salvo casi eccezionali e fortuiti, non crea quadrati. Il quadrato, o il rettangolo (sì, beh, una volta inventato il rettangolo il quadrato viene facile), ovvero una superficie piana con quattro angoli retti, è opera dell'uomo e solo sua. Va bene, a livello microscopico esisteranno senz'altro cristalli a facce quadrate in abbondanza, ma di cose quadrate visibili a occhio nudo, prima dell'intervento umano, ce n'erano poche o niente.
E pensate un po' cosa sarebbe il mondo senza i quadrati (e i rettangoli, e i parallelepipedi, e i cubi, insomma tutta quella famiglia di roba lì). Non parlo solo di parole crociate sbilenche, cubi di Rubik insolubili, monitor con forme bombate molto vintage ma assai poco pratici, o compiti in classe di matematica cannati in pieno causa foglio a righe. No, qui si tratta anche di questioni più serie. Provate a entrare in un negozio di scarpe e figurarvi cosa accadrebbe se tutte quelle scatole non fossero squadrate. O se ne fate una questione di dimensioni, care lettrici, fate un salto nelle aree retroportuali di Santo Stefano e passate in mezzo a due pile di container e pensate se vi sentireste altrettanto tranquille se quelle cataste fossero composte non da parallelepipedi impilabili stabilmente uno sull'altro ma da oggetti delle stesse dimensioni ma di forma, ad esempio, a fagiolo.
Insomma, con tutto il rispetto per la ruota, il quadrato è importante. Essenziale. Senza di lui il mondo che abbiamo creato, bello o brutto che sia, non sarebbe lo stesso.
Per dire.
PS. Chiudiamo con una citazione solo parzialmente a tema, va'. Quello che ha inventato la ruota era un idiota. È quello che ha inventato le altre tre che era un genio.
Ma voi per caso sarete mica anche voi di quelli che la menano coi rimpianti dei bei tempi andati? Di quelli che ah, una volta sì, ma oggi, o tempora, signora mia, dove andremo a finire, eccetera? No, ma dico, ma scherziamo? Ma ve lo ricordate com'era dura la vita una volta? Era un casino, altro che. Anche solo fino a pochi anni fa, e anche per le operazioni quotidiane più abituali.
Tipo, vi ricordate quando c'era da tagliare a fette una banana? Che è un'operazione di routine un po' per chiunque, credo: o mi verrete mica a raccontare che voialtri non vi dedicate ad affettare banane almeno 2 o 3 volte al giorno? Ebbene, non fate finta di esservene dimenticati: ogni santa volta vi toccava prendere la banana, sbucciarla, e poi tenendo lei con una mano e un volgare coltello con l'altra zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac zac farla a fette approssimativamente regolari (l'approssimazione, che orrore!), e infine dare una lavata al coltello. Un lavoraccio, ne converrete. Che invece oggi si è trasformato in un'attività meravigliosamente semplice, rapida, precisa e addirittura divertente, e questo grazie ai più moderni ritrovati della tecnologia: